
Chi sono?
Eh... chi sono.
Sono un inguaribile disilluso che va a motore diesel.
Ho, nella migliore delle ipotesi, già superato i dueterzi del cammindinostravita, trascorsa a rincorrere progetti che non si realizzeranno mai.
Sono sposato, ma in compenso non sono fidanzato, almeno ufficialmente.
Ho un figlio, che considero l’unica cosa buona che ho fatto, anche se lui ancora non lo sa.
Sono dichiaratamente un micro-cefalo [nel senso che ho il cefalo micro (promettere sempre meno di quel che si è sicuri di garantire, eheh)] e sono in vana attesa di una legge per la rottamazione umana (setto nasale deviato, un premolare frantumato e poi ricostruito quando non avevo più voglia di sorridere, una palpebra rattoppata, incipiente, anzi galoppante presbiopia, i peli sulle orecchie, l’ombelico sguallariato e ricucito con quattro cicatrici sulla pancia, alitosi, ascelle pezzate, peloso come uno zerbino, emorroidi con ragadi incluse e chippiuneà-piunemetta).
Non mi attrae la ricchezza materiale: provo invidia soltanto per chi riesce a mangiare quanto vuole senza ingrassare e soprattutto senza conseguenze sul colesterolo.
Sono un adulatore della pasteffagioli con l’ossiciello salato.
Mi piacciono i sapori saporiti e li assaporo cerebralmente e secondo i dettami dello sloufud (in un’altra vita devo essere stato un ozioso patrizio della roma imperiale trapiantato nella baia luculliana).
Preferisco la grappa al limoncello, meglio ancora il filuferru, ma al negroni non si passa avanti.
Non ho mai capito il gusto di ubriacarsi fino a non avere memoria di quei momenti: è come credere nella reincarnazione che, senza averne coscienza, è del tutto inutile.
Fumo, ops... fumavo, ma non l'ho mai considerato un vizio, bensì un piacere. Semmai un antistress.
Mi stendo sulla sabbia anche quando ho sdraio e lettino.
Mi sfioro spesso le dita per verificare se riesco ancora a distinguere le mie impronte digitali.
Sono uno sperante, più che un credente.
Mi sento di sinistra, ma non riesco più a sentirla in giro (sarà per via dei mie tappi di cerume?).
Diffido sempre delle versioni ufficiali.
Sono un ex aspirante capitano di lungo corso (ma soffro il mal di mare), un ex aspirante giocatore di basket (ma con ginocchi e polpacci fatali), un ex aspirante broker/commercialista-marittimo (ma odio il danaro come scopo), un ex aspirante redattore [ho pubblicato oltre tremila articoli con ilmattino ma “se chiedete in redazione chi sia antimoscotto nessuno lo sa; del resto, neanche io” (cit.)] e sono stato anche un ex aspirante tromba-marina (ma era troppo fidanzata e non l’ho più incontrata).
Dopo una vertenza di lavoro contro il maggior quotidiano del Mezzogiorno (pareggiata) e dopo esser diventato professionista (precario), sono confluito impropriamente nel mondo della comunicazione: sono masterizzato (a sessione aperta) in comunicazione pubblica e istituzionale, anche se poi, di fatto, ho fatto propaganda (i mei "miti" sono Goebbels e Berlusconi), per di più per un sedicente comunista e per una sedicente personaperbene.
Per una serie di circostanze fortuite sono diventato formalmente un "fannullone": ho provato a sottrarmi allo stress ma ne ha pagato le conseguenze la mia colecisti, asportata in extremis (con tutta la bile andata a male) ma solo perché mi avevano diagnosticato un malemalament al rene... Quella fu la mia prima morte&resurrezione: poi ne seguirono altre due. E quindi, al momento, mi sono bruciato già tre vite: quel che mi rimane è tutto soverchio. Ed essendomi beccato un «malmalamà» (come dicono i puteolani doc) ormai navigo a vista: del resto mi sono diplomato al Nautico...
Ho fatto il pendolare per oltre vent'anni (compreso uno in pandemia su treniregionali) e, infine, sono venuto a lavorare a 300 passi da casa e quasi me ne vergogno.
Non pratico sport: la parola padel mi provoca l'orticaria quasi quanto le tre parole che maggiormente aborro (sinergia, resilienza e competitività). Ho rammarico per aver scoperto tardi il nuoto e aver rapidamente dovuto interrompere - causa infarto - le mie sessioni in piscina proprio quando avevo imparato ad apprezzarle per tre motivi: non avverti fatica per i quasi cento chili di peso, pur sudando sei già in acqua e, soprattutto, con i tappi nelle orecchie, nessuno ti può rompere i cogl*oni dandoti a parlare.
Amo i ludolinguismi (vabbè, non quanto i cunnilinguismi) e adoro il fonese/fonetto, cioè scrivere direttamente la fonetica delle parole in inglese o in dialetto.
Dipingevo a tempo perso, componevo versi a tempo perso, scrivevo racconti a tempo perso, ma non ho più molto tempo da perdere.
Mi divertivo con la grafica (friend, ma pure illustreitor e fotosciop fanno miracoli) e penso che se avessi avuto un computer mechintosc ed internet quando ero ragazzo sarei diventato ichicomori.
Preferisco il calcoloenigmatico al sudocu.
I miei libri preferiti, la mia musica preferita e i miei film preferiti li ho sempre tenuti tra i miei preferiti su fairfocs, ma poi ho scoperto che li perdevo quando i siti-pirata venivano bannati.
Il mio credo è “dubito ergo sum” e mi vanto di aver prodotto almeno tre aforismi epocali:
1. Nella vita prima o poi tutti devono pagare uno scotto e prima o poi sarò io ad incassare.
2. Quando voglio leggere qualcosa di interessante la scrivo.
3. Credevo che nella vita tutto fosse relativo, invece tutto è relazione: ecco perché sono un grafomane.
E chest'è.